Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
 
  

l'archivio ed il sito AMMER

di Antonio Giusa

AMMER, Archivio Multimediale della Memoria dell’Emigrazione Regionale, è un archivio digitale che raccoglie fotografie, documenti cartacei e interviste registrate ai protagonisti dell’emigrazione del Friuli Venezia Giulia.

Il sito consta di due parti. Una dedicata a testi di carattere storico che introducono il tema delle migrazioni dal Friuli, dall’Isontino e dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, nel periodo che va dall’Unità d’Italia all’inversione di tendenza dei flussi migratori che per la regione Friuli Venezia Giulia data al 1968, e la seconda costituita dall’archivio vero e proprio. Costituiscono la parte storica una ventina di testi introduttivi. I primi due sono di carattere generale, seguono i saggi dedicati ai principali paesi di destinazione. I testi delle introduzioni sono tradotti in sette lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, sloveno e friulano. Ma la parte più importante del sito è costituita dalle banche dati. Nell'archivio, che esiste dal 2006, sono attualmente disponibili circa 750 interviste, 2230 profili di emigrati e 15.000 fotografie. I paesi extraeuropei interessati al progetto sono l’Argentina, l’Uruguay, Il Canada, l’Australia, gli Stati Uniti d'America, il Venezuela, il Brasile ed il Sudafrica. Per l’Europa, la Francia, la Germania, l’Austria, la Svizzera, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, la Svezia, il Regno Unito e la Romania. Tutte le interviste sono state raccolte all’estero, mentre per quanto riguarda il materiale iconografico si deve segnalare che quasi il 20% è stato reperito in regione. Sono incluse, infatti, anche fotografie digitalizzate a cura del Museo dell’Emigrazione di Cavasso Nuovo (Pordenone) e 2.500 fotografie reperite presso gli archivi di famiglie residenti in Friuli Venezia Giulia. La Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di annoverare le testimonianze raccolte in AMMER nell’ambito del patrimonio culturale regionale e di includerle nel Sistema informativo regionale del patrimonio culturale (SIRPAC), gestito dal Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali, con sede presso Villa Manin a Passariano. Da questa decisione è dipesa la necessità di adottare gli standard catalografici in uso presso quella istituzione ed in particolare la strutturazione dei dati dell’ICCD, Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. AMMER è stato progettato e realizzato da due uffici della Regione Friuli Venezia Giulia, il Servizio corregionali all’estero e lingue minoritarie, che ha sede a Udine e il Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali di Villa Manin a Passariano di Codroipo, in collaborazione con l’Università di Udine, Dipartimento Economia, Società e Territorio (ora Dipartimento di Scienze Umane), che si è occupata delle banche dati, e con l’Università di Trieste, Dipartimento di Storia e Storia dell’arte (ora Dipartimento di Storia e Culture dall’Antichità al Mondo Contemporaneo), che ha prodotto i testi storici. AMMER è gestito in forma partecipata ed è costantemente aggiornato ed accresciuto. Gli emigrati, le loro famiglie e i loro discendenti sono coinvolti direttamente sia come testimoni e fornitori della documentazione ai ricercatori che li raggiungono nelle loro case, sia in prima persona nella sezione in cui i visitatori del sito possono inserire direttamente nell’AMMER la propria storia e le fotografie in formato digitale, compilando in internet una scheda con alcune informazioni. Tutte le associazioni dei corregionali all’estero hanno collaborato per la segnalazione dei responsabili dei loro sodalizi all’estero che a loro volta hanno fornito le indicazioni per incontrare gli emigrati che hanno rilasciato le interviste ed hanno aperto i loro archivi; l’ERAPLE, inoltre, ha collaborato al progetto nel Regno Unito e ha svolto una ricerca su Voci e volti del mondo cattolico nell’emigrazione regionale in Europa. Da un punto di vista cronologico AMMER è basato su una linea del tempo, articolata in quattro periodi, individuati come significativi: la cosiddetta “grande emigrazione”, dagli ultimi decenni dell’Ottocento al 1914, la fase di rallentamento tra le due guerre mondiali (1915-1939) dovuta alla crisi economica e alla politica del regime fascista, la ripresa degli espatri nel secondo dopoguerra (1940-1968), la “fine” dell’emigrazione (dal 1969 ad oggi). Per comprendere le modalità di ricerca di tipo onomastico, topografico e cronologico e per descrivere i contenuti dell’archivio è necessario analizzarne le caratteristiche tecnologiche e funzionali e le modalità di raccolta, gestione e fruizione delle informazioni. Il Portale web dell’AMMER si struttura logicamente come un sito multidimensionale basato sui principi di architecture design per la Pubblica Amministrazione in particolar modo applicati ai beni culturali e, per quanto riguarda l’organizzazione dei dati e le modalità di accesso alle informazioni, sulla faceted classification. Dal punto di vista concettuale il progetto del Portale AMMER è nato con l’obiettivo di realizzare uno strumento finalizzato alla raccolta, sistematizzazione, indicizzazione, gestione e fruizione di dati che, nel loro insieme, consentono di offrire un quadro di indagine ampio sul fenomeno dell’emigrazione regionale dal Friuli Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, sulla base dalle storie di vita di protagonisti e dei loro archivi. Il Portale ospita esclusivamente materiali prodotti direttamente o trasformati successivamente in forma digitale. Le interviste sono state infatti raccolte con apparecchiature digitali, mentre il patrimonio iconografico storico e quello documentario sono stati digitalizzati. AMMER si configura, quindi, almeno in un primo momento, come un archivio digitale. Le metodologie di ricerca, raccolta e selezione dei materiali e quelle di realizzazione delle interviste sono quelle tipiche delle discipline interessate. Tutte le informazioni relative alle espressioni della cultura e storia sociale, sono state catalogate con strumenti standard, progettati per l’archiviazione e l’utilizzo delle sopradette informazioni mediante il ricorso a Sistemi Informativi. L’adozione di metodologie standard condivise a livello regionale e centrale, oltre a consentire l’accesso a strumenti formativi già sviluppati e integrazioni con materiali esistenti, garantisce l’interscambiabilità con altre esperienze analoghe. La memorizzazione delle informazioni in modo strutturato consente, inoltre, di renderle fruibili attraverso tipologie di ricerca quali “La Linea del Tempo”, “Le Mappe dell’Emigrazione” e “I Viaggi” che altrimenti, nel caso di memorizzazione in campi non strutturati, non avrebbero potuto essere adottate. La strutturazione dei dati ha consentito inoltre di affiancare ad una modalità di ricerca complessa, quella più semplice proposta dal CIMI sulla base di un mapping dei dati che si riferisce alle cinque W del giornalismo anglosassone e che in AMMER è risolta con i quattro criteri: chi, cosa, quando, dove).


            

Data pubblicazione 04/09/2013 16:47:00

Intervista a Radio Rai

14 marzo 2012, Antonio Giusa a Rai Radio Uno racconta il valore della fotografia dell'emigrazione

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